Il visto per il lavoro permanente

Parlando di visti, abbiamo notato come per entrare in Canada in maniera permanente, sia necessario ricevere una sponsorizzazione da un’azienda canadese. Vediamo più in particolare come funziona questo processo.

In linea di principio, il governo canadese si muove in maniera da proteggere il mercato del lavoro interno, favorendo cioè in primo luogo l’occupazione dei nativi, e solo in secondo luogo ricorrendo agli immigrati. Per questo motivo, può essere difficile ottenere un visto per lavorare in Canada se non si hanno le abilità richieste dalla nazione nordamericana.

In particolare, prima di poter fare una sponsorizzazione, il datore di lavoro deve aver dimostrato di aver tentato l’assunzione di un lavoratore canadese, e che questo tentativo è fallito. Ma la situazione è molto più rosea di quanto si pensi: l’economia canadese è comunque in crescita, e c’è spazio per molti più mestieri di quanto si pensi. L’aspetto positivo di questa regolazione sono le garanzie che ogni datore di lavoro deve fornire all’immigrato, sotto forma di stipendio, orario di lavoro, etc..

È sicuramente una situazione molto diversa da quella italiana, dove gli immigrati hanno accesso libero al mercato del lavoro, e rischiano poi di venire sfruttati, peggiorando poi nel complesso la situazione economica italiana. Va da se che, per poter sfruttare le possibilità offerte dal mercato del lavoro canadese, bisogna sottostare alle regole che lo rendono così competitivo.

Il metodo con cui viene gestito questo processo passa attraverso il NOC, National Occupation Classification, cioè una raccolta statistica di dati che rappresenta in un certo senso il “barometro” del mercato del lavoro canadese. È ottenuta con indagini periodiche, simili ai nostri censimenti, e permette di analizzare gli andamenti del mercato del lavoro, ed estrarre altre informazioni sui lavoratori.

L’aspetto che ci interessa del NOC non è tanto la classificazione degli ambiti lavorativi, quanto quella del livello di skill, cioè l’abilità richiesta per svolgerli. Quest’ultima classificazione ruota cioè intorno al livello di occupazione richiesto per una determinata occupazione, secondo la seguente tabella:

  • A: occupazioni che richiedono educazione universitaria
  • B: occupazioni che richiedono da 2 a 5 anni di apprendistato, oppure di training sul lavoro o in corsi specializzati. A questa categoria vengono assegnati tutti i lavori con responsabilità di sicurezza o salute, come polizia ed infermieristica
  • C: scuola superiore secondaria, eventualmente con training sul posto di lavoro di durata minore di due anni
  • D: occupazioni che non richiedono nessuna educazione formale, ma solo training sul posto di lavori
Qual’è il riflesso di questa classificazione nel mercato del lavoro? Prevalentemente, il Canada richiede lavoratori di tipo skilled, cioè quelli che rientrano nelle classi A e B. Per questi lavoratori, specialmente nell’ambito tecnico o manageriale, ci sono buone probabilità di ottenere il semaforo verde dal governo.
Per i lavoratori non skilled, sarà più difficile ottenere un visto di residenza permanente. Ci sono però delle possibilità interessanti sotto forma di programmi locali sostenuti dalle regioni meno sviluppate. Ad esempio, lo stato del British Columbia sostiene il programma Northeast Pilot Project.
Per ulteriori informazioni, controlla prima il mio articolo sul visto in Canada, che fornisce indicazioni generale sulle diverse possibilità per diventare residente in Canada. In seguito, puoi consultare i vari sito del dipartimento dell’immigrazione del governo canadese (molto ben fatte, ma in inglese):

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